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la SOSTECO nasce in seguito alle esperienze maturate dai 2 soci fondatori che hanno sviluppato un’esperienza pluriventennale nel settore ambientale e si pone come obbiettivo di Intermediare tra soggetti che operano nel settore ambientale (Produttori-Trasportatori-Impianti) ma che non si conoscono e/o che non conoscono le ultime tecnologie in materia di smaltimento/recupero/valorizzazione degli scarti in modo da ottimizzare costi e velocizzare i servizi nel rispetto delle norme sia in materia di Sicurezza che di quelle Ambientali.

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RENTRI – Ultima chiamata

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RENTRI – Ultima chiamata

Scaduto il termine per l’ultimo gruppo di imprese: chi non è ancora iscritto deve regolarizzarsi

Il 13 febbraio 2026 si è conclusa l’ultima fase prevista per l’iscrizione al RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti.

L’ultimo termine riguardava gli enti e le imprese che producono rifiuti speciali pericolosi e che hanno fino a 10 dipendenti. Rientrano potenzialmente in questa categoria officine, carrozzerie, imprese edili e impiantistiche, laboratori artigianali e tutte le attività che producono oli esausti, solventi, vernici, sostanze chimiche o altri rifiuti classificati come pericolosi.

Le imprese obbligate che non hanno ancora completato l’iscrizione devono quindi verificare immediatamente la propria posizione e procedere alla regolarizzazione.

Quali sono le sanzioni

L’articolo 258 del Decreto Legislativo 152/2006 stabilisce che la mancata o irregolare iscrizione al RENTRI comporta una sanzione amministrativa:

  • da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non pericolosi;
  • da 1.000 a 3.000 euro per i rifiuti pericolosi.

Gli stessi importi si applicano anche in caso di mancata o incompleta trasmissione dei dati al RENTRI. Per quanto riguarda i dati contenuti nei formulari di identificazione dei rifiuti, queste ultime sanzioni saranno applicabili dal 15 settembre 2026.

Resta inoltre obbligatorio versare gli eventuali contributi RENTRI arretrati, anche quando viene applicata la sanzione.

Quali imprese erano coinvolte nell’ultima scadenza

L’ultimo scaglione di iscrizione ha interessato i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con un massimo di dieci dipendenti.

In questa categoria possono rientrare numerose piccole imprese, attività artigianali e professionali che, durante il proprio lavoro, producono rifiuti classificati come pericolosi.

A titolo esemplificativo, l’obbligo può interessare:

  • officine meccaniche e carrozzerie;
  • elettrauto e autoriparatori;
  • imprese edili e impiantistiche;
  • laboratori artigianali;
  • tipografie e attività di stampa;
  • aziende agricole che producono determinate tipologie di rifiuti pericolosi;
  • attività che utilizzano oli, solventi, vernici, prodotti chimici o sostanze contaminanti;
  • studi e strutture che producono specifici rifiuti sanitari o tecnici.

L’appartenenza a una determinata categoria professionale, tuttavia, non è sufficiente per stabilire automaticamente l’obbligo. È necessario verificare concretamente quali rifiuti vengono prodotti, i relativi codici EER, la loro classificazione e il numero complessivo dei dipendenti dell’impresa.

Non c’è più tempo da perdere

Per le piccole imprese produttrici di rifiuti pericolosi, quella del 13 febbraio 2026 è stata l’ultima scadenza del calendario RENTRI.

Chi non si è ancora iscritto deve intervenire subito, verificando gli obblighi applicabili, i codici EER utilizzati, le unità locali da registrare e le corrette procedure di gestione del registro di carico e scarico.

Regolarizzare tempestivamente la propria posizione consente di limitare il rischio di controlli, sanzioni e irregolarità nella gestione documentale dei rifiuti.

RENTRI – Il FIR dopo il 13-02-2026

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